Con Vision 2030 l’Arabia Saudita è una delle 10 economie mondiali più importanti

Investire in Arabia Saudita

L’Arabia Saudita sta intraprendendo un ambizioso percorso verso la trasformazione economica attraverso il programma “Vision 2030”. Questo piano strategico mira a ridurre la dipendenza dalle entrate petrolifere, promuovendo la diversificazione economica e lo sviluppo di nuovi settori. Sotto la guida del re Salman e del vice erede al trono Mohammed Bin Salman, il progetto si propone di posizionare il paese tra le dieci principali economie mondiali entro il 2030. Con una serie di riforme mirate, il governo saudita intende affrontare le sfide economiche attuali, stimolando l’occupazione, il turismo e gli investimenti, e preparando il regno a una nuova era post-petrolifera.

Vision 2030 trasforma l’Arabia Saudita

Con il programma “Vision 2030”, l’Arabia Saudita si propone di diventare una delle dieci principali economie mondiali, riducendo la sua dipendenza dalle entrate petrolifere e trasformandosi in una potenza finanziaria regionale.

Approvato dal Consiglio dei ministri sotto la guida del re Salman, il piano sarà implementato dal Consiglio degli affari economici, guidato dal vice erede al trono Mohammed Bin Salman, il principale promotore delle riforme.

Di fronte a una possibile stagnazione dei prezzi del petrolio, al ritorno dell’Iran nel panorama economico internazionale e ai rischi di destabilizzazione economica, l’Arabia Saudita avverte l’urgenza di riformare radicalmente la propria economia.

Nel 2015, il Paese ha registrato un deficit record di 98 miliardi di dollari.

Gran parte delle risorse per queste riforme proviene dalla vendita del 5% della compagnia petrolifera statale Aramco, valutata circa 100 mila miliardi di dollari, che potrebbe generare nuove entrate per l’economia stagnante.

Re Salman ha affermato che “Vision 2030” porterà sviluppo in tutti i settori e regioni del Paese, mentre Mohammed Bin Salman ha delineato i punti chiave del programma, che mira a ridurre la dipendenza dal petrolio, attualmente superiore al 90%, e a stimolare nuovi settori economici, ispirandosi agli Emirati Arabi Uniti.

Il programma prevede la creazione di un Fondo sovrano con un capitale di 2.500 miliardi di dollari, destinato a gestire i fondi di investimento sauditi e a possedere il 3% delle partecipazioni nei principali fondi internazionali.

Sono previsti progetti non solo economici, ma anche sociali, per preparare il Paese a una fase post-petrolifera.

Il progetto saudita Vision 2030

“Vision 2030” si articola in tre capitoli: “Il boom economico”, “La società vitale” e “Il Paese e le sue ambizioni”.

Il primo capitolo illustra misure per rilanciare i settori economici, il secondo affronta l’aumento dell’occupazione giovanile e femminile, mentre il terzo delinea gli obiettivi a lungo termine per trasformare l’Arabia Saudita in un attore di rilevanza globale.

In ambito energetico, Riad punta a sviluppare fonti alternative e rinnovabili, nonché a sfruttare risorse minerarie come oro, fosfato e uranio. L’obiettivo è aumentare le esportazioni di prodotti non petroliferi dal 16% al 50% del PIL.

Parallelamente, si intende sviluppare servizi logistici per attrarre investimenti esteri.

Il governo saudita mira a un incremento del PIL del 3,8%, posizionando il Paese tra le prime 10 economie mondiali.

Entro il 2020, il 52% della popolazione dovrebbe avere una casa di proprietà, mentre l’occupazione femminile dovrebbe aumentare dal 22% al 30%.

Si prevede anche una riduzione della disoccupazione dall’11,6% al 7%.

Il piano include un rafforzamento del turismo religioso, aumentando il numero di pellegrini da 8 a 30 milioni all’anno.

Riad intende sfruttare la sua posizione come custode dei luoghi santi di Mecca e Medina, offrendo opportunità di visita oltre al pellegrinaggio.

Inoltre, l’Arabia Saudita sta cambiando la sua politica di investimenti all’estero, passando a un modello di finanziamento mirato.

Recentemente, è stato annunciato un ponte sul Mar Rosso per collegare Arabia Saudita ed Egitto, insieme a un nuovo oleodotto per fornire petrolio a prezzi vantaggiosi all’Egitto.

Mohammed Bin Salman ha sottolineato che il programma è sostenibile anche con un prezzo del petrolio di 30 dollari al barile, mirando a posizionare l’Arabia Saudita come un hub logistico tra i Paesi del Golfo, Giordania ed Egitto, creando nuove opportunità economiche.

Come è chiaro, il futuro dell’Arabia Saudita si prospetta florido: ecco perché il numero degli Investimenti in Arabia Saudita aumentano costantemente.

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